
Ieri sera, nonostante qualche timida goccia di pioggia, la devozione della comunità di Amendolara non si è fermata. La statua della Vergine ha attraversato in processione le vie del paese in direzione nord, accompagnata dalla preghiera dei fedeli, per fare poi rientro nella chiesa parrocchiale, cuore dei festeggiamenti. Qui si è tenuta la solenne celebrazione eucaristica presieduta dal Vicepresidente della CEI e Vescovo di Cassano, monsignor Francesco Savino. Ad affiancarlo all’altare, in un clima di profonda comunione, c’erano il parroco don Nicola Mobilio, don Franco Gimigliano, don Luca Pitrelli, don Vincenzo Santalucia e don Nicola Vilotta.
Ad aprire la liturgia è stato il saluto di don Nicola Mobilio, che ha ringraziato il Vescovo per la sua presenza costante e tenace. Pur essendo impegnato in numerose attività, anche al di fuori dei confini regionali, monsignor Savino non fa mai mancare la sua guida lì dove la comunità si riunisce. Il parroco ha sottolineato come l’intera novena non sia stata un semplice susseguirsi di abitudini o devozioni sterili, ma un percorso ricco di catechesi e momenti culturali, come la conferenza sulla Sindone, pensati per «ragionare» la fede e addentrarsi con maggiore consapevolezza nel mistero di Dio attraverso Maria.
Prendendo la parola, Mons. Savino ha ricambiato l’affetto definendo don Nicola un parroco “giovane ma saggio e responsabile”. Il suo saluto ha abbracciato l’intera comunità, le autorità civili, militari e la Sindaca, l’arch. Maria Rita Acciardi, compiacendosi nel vedere una parrocchia che si fa sempre più “popolo”, capace di aggregarsi attorno a valori autentici.
«La fede non può essere vissuta per semplice abitudine», ha detto monsignor Savino nell’omelia, interrogando i fedeli sulle motivazioni profonde che li spingono a partecipare ai festeggiamenti del 12 agosto. Il Vescovo di Cassano ha ricordato la grande tempra della comunità, dimostratasi «generativa e non sterile» sia nei momenti di gioia, come il recente Giubileo per il 25° della dedicazione, sia nelle tragedie, mostrando una profonda empatia e solidarietà per il dramma dei quattro braccianti arsi vivi nel territorio.
Su questa consapevolezza si è innestata la riflessione sulle Scritture. Dal profeta Isaia è arrivato un messaggio di rassicurazione per i tempi di smarrimento: bisogna avere il coraggio della profezia e non lasciarsi mai rubare la speranza, perché Dio non abbandonerà mai al destino di morte nessun essere umano.
«Dopo aver ricevuto la grazia immensa dell’Annunciazione, la Vergine non si inorgoglisce, ma si mette in viaggio “in fretta” per servire Elisabetta», ha detto il Vescovo di Cassano, indicando in Maria il modello della prossimità. In un’epoca che rischia la disumanità, dove l’intelligenza artificiale e gli algoritmi minacciano di spegnere l’empatia, il Vescovo ha anticipato che questi temi saranno al centro di un prossimo percorso in sei tappe sull’enciclica Magnifica Humanitas di Papa Leone.
«Portando il titolo di “Madonna della Salute”, deve obbligatoriamente essere una comunità “samaritana”», ha detto monsignor Savino, indicando come destinatari della prossimità gli ultimi, gli anziani, le persone con disabilità e tutti coloro che combattono contro patologie oncologiche o neurodegenerative.
La liturgia è stata inoltre arricchita dalla consegna, da parte del Vescovo, degli attestati di partecipazione ai bambini che, con estro e creatività, hanno realizzato disegni e lavoretti per la Vergine durante i giorni della novena.
Avviandosi verso la conclusione, don Nicola ha rinnovato i ringraziamenti ai confratelli, al coro, ai ministranti, all’amministrazione comunale e alla Polizia Locale di Amendolara. Con sincera emozione, ha poi espresso al pastore l’affetto profondo della parrocchia, attraverso un corale «ti vogliamo bene», annunciando ufficialmente le date della prossima Visita Pastorale, fissata per il 17 e 18 ottobre: un’occasione per farsi guidare e, se necessario, correggere dal pastore per continuare a crescere.
Nelle battute finali, il Vescovo ha condiviso la sua gioia per la bellezza della liturgia e ha rivolto ai fedeli un augurio denso di significato: non un laico «buon Ferragosto», ma una serena «Festa dell’Assunta», per ricordare che il destino ultimo dell’uomo non è la morte, ma la gloria del cielo.
Terminata la funzione, l’entusiasmo della comunità si è riversato nella vicina piazza per i tradizionali festeggiamenti civili. La serata si è conclusa in riva al mare, dove è stato possibile ammirare il suggestivo spettacolo dei fuochi pirotecnici, sigillo luminoso su giorni di intensa partecipazione e devozione.
Nunzio Bartolini
Responsabile comunicazione – Parrocchia Madonna della Salute
