
LETTERA AI FEDELI
della Parrocchia Madonna della Salute
di Amendolara
per il nuovo Anno Pastorale
e
INDICAZIONI DEL PARROCO
Don Nicola Mobilio
circa la cura dei Sacramenti
e delle Celebrazioni
«Ma viene l’ora – ed è questa – in cui i veri adoratori
adoreranno il Padre in spirito e verità:
così, infatti, il Padre vuole che siano
quelli che lo adorano» (Gv 4, 23)
Alla cara comunità parrocchiale della “Madonna della Salute”,
l’inizio di un nuovo anno pastorale rappresenta sempre un momento di grazia e di profondo rinnovamento per la nostra famiglia parrocchiale. È il tempo propizio in cui siamo invitati a rimetterci in cammino, ad ascoltare con rinnovato stupore la Parola di Dio e a vivere i sacramenti non come semplici consuetudini, ma come veri e propri incontri salvifici con Cristo. Affinché la nostra liturgia possa risplendere in tutta la sua verità e bellezza, divenendo autentica fonte di comunione ecclesiale, è necessario custodirne la forma, le regole e il profondo significato spirituale.
Alla luce delle indicazioni pastorali maturate nel cammino della nostra Diocesi negli ultimi anni e in obbedienza alla prassi della Chiesa, desidero ricordarvi alcune disposizioni pratiche che ci aiuteranno a vivere i momenti centrali della nostra vita parrocchiale con maggiore consapevolezza, ordine e carità fraterna.
1. La Celebrazione delle Esequie e il cristiano ricordo del defunto
Il rito delle esequie è il momento sacro in cui come Chiesa affidiamo a Dio un nostro fratello, consolando quanti sono nel dolore attraverso la certezza della risurrezione. Questa liturgia celebra il mistero pasquale di Cristo e non deve mai essere confusa con una semplice commemorazione umana o civile. Per custodire il clima di preghiera e di sobria speranza, in rigorosa aderenza al numero 6 delle Precisazioni CEI al Rito delle Esequie, si riafferma quanto segue:
– È consentito pronunciare un solo discorso in ricordo del defunto.
– Il testo di tale intervento deve essere obbligatoriamente e preventivamente concordato con il parroco. Non sono ammessi, in nessuna circostanza, interventi estemporanei o improvvisati durante l’azione liturgica.
– Il discorso non deve in alcun modo assumere i tratti di un elogio funebre o di una esaltazione terrena, ma deve limitarsi, come stabilito dalla CEI, a brevi e misurate parole di cristiano ricordo, illuminate dalla fede.
– In base al contenuto del testo proposto e valutato, il parroco stabilirà insindacabilmente il momento e il luogo della lettura: all’interno della chiesa (esclusivamente prima del canto di commiato) oppure all’esterno, sul sagrato, al termine della celebrazione e dopo il momento delle condoglianze.
2. Gli interventi delle Autorità Civili nelle liturgie
La vita della nostra parrocchia si intreccia fecondamente con quella del territorio. In merito alla presenza dei rappresentanti delle istituzioni nei momenti celebrativi, faccio mia e vi chiedo di applicare integralmente la direttiva illustrata dal Vescovo a conclusione della XII Assemblea Diocesana:
“La Chiesa guarda con rispetto alle istituzioni e a quanti, attraverso di esse, servono il bene comune. Nelle feste patronali e nelle altre occasioni significative, la presenza dei Sindaci e delle Autorità civili può esprimere una vicinanza alla comunità e alla sua storia che va accolta con rispetto e gratitudine. Proprio il rispetto reciproco, tuttavia, domanda chiarezza dei ruoli. La celebrazione liturgica non è il contenitore nel quale inserire indistintamente ogni parola, discorso, saluto o intervento pubblico. Essa possiede una forma propria, che non appartiene né all’autorità ecclesiastica né a quella civile e che tutti siamo chiamati a rispettare. Durante l’azione liturgica non si prevedano pertanto discorsi istituzionali, indirizzi di saluto, commemorazioni, ringraziamenti o interventi di Autorità civili che non appartengano alla celebrazione stessa. Quando circostanze particolari suggeriscano un intervento istituzionale, esso trovi opportunamente spazio prima dell’inizio o dopo la conclusione della celebrazione, oppure in altro momento distinto e chiaramente riconoscibile come tale”.
3. Il Sacramento del Battesimo e i requisiti dei Padrini
Il Battesimo è la porta della fede, il momento in cui una nuova vita viene generata in Cristo e inserita nel corpo vivo della nostra Chiesa. Proprio per tutelare questa sua profonda natura comunitaria ed ecclesiale, allontanando il rischio di ridurre il sacramento a un evento puramente privato o mondano, si richiama quanto già stabilito dal Vescovo che:
– Il sacramento si celebri esclusivamente nel Giorno del Signore, la domenica, e soltanto durante le Sante Messe domenicali. Questo permette a tutta la comunità parrocchiale di essere realmente presente, di accogliere il nuovo battezzato e di pregare per lui.
– Nel rispetto della peculiare indole catecumenale e penitenziale del tempo forte di preparazione alla Pasqua, ordinariamente non si celebrano battesimi durante la Quaresima.
Inoltre, vi rammento che:
– I padrini e le madrine hanno il compito delicatissimo di cooperare affinché il battezzato conduca una vita cristiana coerente; non sono, dunque, figure di pura rappresentanza. Per questo motivo, i loro nominativi devono essere comunicati preventivamente al parroco, affinché si possa verificare il rigoroso rispetto dei requisiti richiesti dal Diritto Canonico (Can. 872 – 874).
– Si ammette un solo padrino, oppure una sola madrina, oppure un padrino e una madrina insieme. Non è consentita in alcun caso la scelta di due figure dello stesso sesso.
– I candidati devono aver compiuto il sedicesimo anno d’età e aver già ricevuto i sacramenti dell’iniziazione cristiana, in particolar modo la Confermazione (Cresima).
– Devono condurre una vita conforme alla fede cattolica e all’incarico che si assumono; di conseguenza, non possono ricoprire tale ruolo coloro che vivono in situazioni matrimoniali irregolari.
Inoltre, ritengo opportuno che la data del battesimo deve essere sempre concordata in via prioritaria con il parroco. Solo successivamente si potrà procedere con le prenotazioni presso ristoranti o altre strutture ricettive. Lo stesso principio vale per la scelta del padrino, onde evitare che gli stessi non abbiano i requisiti stabiliti dalla legge canonica.
Certo della vostra filiale e matura accoglienza di queste indicazioni della Chiesa universale e diocesana, che hanno come unico fine il bene spirituale e l’edificazione della nostra comunità, il presente documento verrà integralmente pubblicato sul sito web ufficiale della Parrocchia “Madonna della Salute”. Tali indicazioni in quanto già parte integrante della disciplina ecclesiale, orientino la nostra vita comunitaria a partire da domenica 4 ottobre 2026, inizio del nuovo Anno Pastorale.
Amendolara Marina, 1 ottobre 2026
Don Nicola Mobilio
Vostro Parroco
